Orcs of Bran-O-Kor Cards Army – Confrontation

By on agosto 11, 2013
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Orcs of Bran-O-Kor Confrontation

Confrontation: Orcs of Bran-O-Kor Army Cards

Gli Orchi Di Bran-O-Kor – Background – Orcs of Bran-O-Kor 
Gli dei stessi non riescono sempre a mantenere la loro presa sulle loro creazioni. Così, quando i semplici mortali si mettono a dare origine a nuove forme di vita, non c’è da stupirsi che alcune di esse sfuggano al loro controllo.

Quando Shamir non era ancora che la capitale di un giovanissimo impero, alcuni emissari Goblin inviati da Klune si presentarono alla Torre. Desiderosi di stringere legami diplomatici tra No-Dan-Kar e l’Impero Alchemico, chiesero di essere ricevuti dai governanti della Città. Per tutta risposta non ricevettero che i lazzi dei Syhar e si videro offrire un soggiorno forzato nei laboratori dei Biochirurghi.

Questi ultimi scoprirono con grande soddisfazione che alcuni geni Goblin presentavano già un carattere mutagenetico latente che chiedeva solo di essere stimolato. Gli esperimenti destinati a combinare il patrimonio genetico Goblin con quello dei migliori cloni da combattimento portarono alla creazione dei primi Orchi.
Questi diedero però prova di un carattere lunatico e troppo poco aggressivo per i gusti dei Syhar. Vennero per la maggior parte eliminati e riciclati. La seconda generazione si mostrò più promettente. Le loro eccezionali qualità fisiche ed un’aggressività più marcata incoraggiarono i ricercatori a proseguire lungo questa strada.
Parallelamente alle loro ricerche sul guerriero definitivo, i Biochirurghi crearono parimenti alcune Orchi femmina.
Questo perché la clonazione rappresentava il metodo più rapido di creare combattenti, questo procedimento si dimostrava troppo costoso in gemme di Tenebre.
La terza serie di Orchi che misero a punto rispondeva a tutte le loro attese. Ma questi sarebbero stati gli ultimi Orchi a vedere la luce nelle vasche di Shamir.
Infine i Syhar si resero conto che gli Orchi non reagivano come cloni umani. Si dimostravano refrattari all’autorità, dando a volte prova di aggressività verso i loro padroni. Questo <<difetto di fabbrica>> avrebbe forse potuto essere corretto, ma i Syhar si spaventarono quando si resero conto che gli Orchi avevano sviluppato un vero e proprio spirito collettivo, formando una comunità solidale. Questa paura sconfinò nel panico quando scoprirono che quelli che avevano sempre scambiato per borbottii primitivi costituivano in realtà un linguaggio.
Poiché gli Orchi comunicavano tra loro, scambiandosi informazioni ed idee, erano quindi in grado di coordinare le proprie azioni per rivoltarsi contro i loro creatori. Malgrado la reticenza dei Biochirurghi, che rifiutavano di vedere i propri sforzi ridotti a nulla, il Basyleus Antykain, Gran Sacerdote di Arh-Tolth e signore di Shamir dopo Dirz, ordinò che tutti gli Orchi fossero messi a morte.
Circa ottocento Orchi, maschi e femmine, vivevano allora a Shamir. La notte che seguì la decisione del Basyleus, duecento guerrieri Syhar furono mobilitati per eseguire il sinistro compito. Quando gli Orchi videro i balestrieri allinearsi davanti alle loro cellette, compresero immediatamente. Ed il massacro ebbe inizio. Ma i Syhar avevano sottovalutato la forza delle loro creazioni. Folli di rabbia, gli Orchi riuscirono a sradicare le sbarre di molte celle. Presi alla sprovvista, i balestrieri disposti negli stretti corridoi furono massacrati a mani nude dai colossi scatenati. Poi gli Orchi cominciarono a liberare i propri fratelli e sorelle prima di dilagare nella città. Da allora, i Syhar hanno rimpianto per lungo tempo di non avere eliminato per prime le femmine.
Una grande confusione si impadronì così di Shamir. Inquieti all’idea di sapere gli Orchi armati ed in libertà, i governanti della Torre ci misero troppo per reagire. Da parte loro, gli Orchi non erano completamente d’accordo sull’atteggiamento da adottare. Alcuni tra loro, convinti di poter sconfiggere gli Scorpioni solo grazie alla propria forza, decisero di proseguire il combattimento mentre i più saggi preferirono tentare la fortuna attraversando il deserto. I primi morirono tutti, senza eccezione, ma il loro sacrificio contribuì senza alcun dubbio a coprire la fuga dei loro fratelli.
I fuggiti cominciarono dunque una lunga, spossante marcia.
Dei quattrocento Orchi che lasciarono Shamir, la metà soltanto raggiunse i dirupi al nord di Syharhalna. Là, i Mistici che li avevano guidati attraverso il deserto furono testimoni di una scena che interpretarono come un segno. Videro uno sciacallo farsi gioco dell’aculeo avvelenato di uno scorpione prima di divorarlo. Decretarono allora che quella terra sarebbe stata loro e che, come lo Sciacallo astuto e paziente, avrebbero finito per battere lo Scorpione.
I Syhar pensarono in un primo tempo che gli Orchi fossero morti nel deserto, ma quando gli esploratori di Danakil segnalarono la loro presenza alla frontiera del loro dominio, la paura di vederli un giorno tornare in massa fu tanto grande che giurarono di dare la caccia anche all’ultimo di essi. Pio desiderio, se mai ce n’è stato uno, poiché centinaia di anni più tardi il popolo Orco non è mai stato tanto potente. Per decenni, i protetti di Sciacallo si sono nascosti per sfuggire ai corpi di spedizione inviate dalle città Syhar del nord. Poi, un po’ alla volta, i cacciatori sono diventati la preda. Al giorno d’oggi, gli Alchimisti non si arrischiano più sul territorio di Bran-O-Kor senza una buona ragione ed una buona scorta.

La Terra Del Coraggio
Dopo il loro periplo attraverso il deserto di Syhahalna, gli Orchi battezzarono il loro nuovo territorio Bran-O-Kor, <<la Terra dei Coraggiosi>>, e giurarono che niente e nessuno li avrebbe più costretti a fuggire.
Questa terra però non somiglia nemmeno lontanamente ad un giardino dell’abbondanza.
I rilievi di Bran-O-Kor sono costituiti di una moltitudine di crepacci, canyon profondi, altopiani aridi e pilastri rocciosi levati verso il cielo. Il colore dominante è il rosso della roccia laddove l’erosione ha ricoperto il suolo di uno spesso strato di polvere ocra.
Venti brucianti spazzano continuamente gli altopiani e si insinuano muggenti negli stretti passi.
La vita non è però assente in questo luogo, tutt’altro. Essa è solamente più inasprita che in qualsiasi altro luogo circostante. La vegetazione è composta di cespugli spinosi e di una moltitudine di varietà di cactus la cui taglia varia da qualunque centimetro a diversi metri d’altezza.

Fauna e flora sono più varie vicino alle sorgenti d’acqua e lungo i piccoli ruscelli che serpeggiano in fondo alle gole. Questi ultimi non sono alimentati che per qualche mese all’anno, quando la neve si scioglie sulle cime meno elevate dei monti Aegis, ma questo basta a rendere alcuni canyon verdi per la maggior parte del tempo. E’ qui che la fauna di Bran-O-Kor è più abbondante. Mentre le zone desertiche sono il dominio dei serpenti, degli scorpioni e dei piccoli mammiferi, queste oasi di vegetazione accolgono una varietà di animali che va dal leone di montagna al brontop passando attraverso tutto un insieme di prede e predatori.

Gli Orchi vivono in simbiosi totale con questo ambiente. Secondo loro, non occupano questa terra, ma fanno parte di essa, poiché è stata loro destinata da sempre. Gli Shaka, i preti Orchi, affermano che il dio Sciacallo ha fatto sorgere Bran-O-Kor dal deserto per accogliere il suo popolo. Così, gli Orchi si mostrano infinitamente rispettosi del proprio ambiente. Non bruciano che legna morta e non cacciano che lo stretto necessario per nutrirsi, poiché la loro religione è molto impregnata di animismo, e dà perciò un’anima a tutte le cose della natura, animale, vegetale o minerale.

Le tribù di Orchi sono sparse in tutti gli angoli di Bran-O-Kor. Alcuni ipotizzano che questo rappresenti una mancanza di coesione sociale di questo popolo. Ciò è falso. Le molteplici comunità sono una necessità che trova le sue ragioni d’essere sia nella storia degli Orchi che nell’ambiente in cui vivono.
Negli anni che seguirono la loro fuga, i Syhar inviarono parecchie spedizioni verso Bran-O-Kor allo scopo di sterminare le loro creazioni. Così gli Orchi presero l’abitudine di vivere in piccoli gruppi per sfuggire più facilmente ai loro inseguitori.
Oggi sono in grado di difendersi, ma la loro terra è povera ed il cibo è poco abbondante. Per questo, è impossibile che una comunità numerosa possa sopravvivere a lungo in un solo luogo. E’ anche per questo che le tribù sono disperse in modo da poter utilizzare le risorse naturali con cognizione di causa.

Ma di fronte alle avversità, gli Orchi si sono sempre dimostrati uniti. Ogni tribù ha, è vero, un suo capo, ma questo sa stare al suo posto quando i Mistici designano il Kal-Raik, il signore della guerra che comanda le tribù unificate. Gli Orchi infatti rispettano il valore dei loro pari quanto la loro stessa terra. Come regola generale, non si perdono mai in scontri di potere. Al contrario, sono sempre fieri di servire agli ordini di un capo di cui ognuno rispetta le qualità.

Linguaggio

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Il linguaggio Orco è derivato da quello dei loro creatori, i Syhar, e da quello degli Akkylanniani che frequentano Bran-O-Kor. Le lettere dell’alfabeto Orco sono scolpite nella roccia, come gli Adoratori di Sciacallo: la sua finalità non è la trasmissione del sapere, ma la funzionalità.

Fuggitivi Sopravissuti Conquistatori
Fino ad ora, ad eccezione di qualche individuo dall’anima avventurosa, gli Orchi non hanno affatto cercato di varcare i confini del loro territorio. La loro vita quotidiana era ancora troppo piena d’incertezze sulla loro stessa sopravivenza perché potessero dedicarsi ad altre cose oltre alla difesa del loro territorio.

Ciononostante numerosi popoli di Aarklash si sono interessati da vicino all’emergere dei protetti di Sciacallo. Per interesse o per paura, la maggior parte delle nazioni del nord sorvegliano le terre di Bran-O-Kor.
I primi a prendere contatto con gli Orchi furono senza dubbio alcuno i Goblin. La loro <<parentela>> e la strana somiglianza dei loro rispettivi destini – i Goblin s’erano anch’essi affrancati dal giogo degli schiavisti Nani qualche secolo prima – li fecero avvicinare rapidamente. Gli Orchi furono sinceri nell’offrire amicizia ai loro parenti stretti, ma i Goblin erano andati da loro più per interesse che per sentimento.
La forza di questi guerrieri nati dai loro stessi geni li affascinava letteralmente e speravano di estendere il loro controllo su di essi, come avevano fatto con i Troll. Inoltre, scoprirono durante il loro soggiorno tra gli Orchi che la terra di Bran-O-Kor nascondeva un tesoro insospettato. Mari di un liquido nero, spesso e vischioso affioravano al suolo in numerosi luoghi. Gli Orchi facevano un uso primitivo di questa sostanza infiammabile ed i Goblin se ne interessarono più a fondo. Le stupefacenti proprietà che scoprirono accesero la loro cupidigia. Ma gli Orchi si accorsero rapidamente dei grossolani tentativi degli inviati di No-Dan-Kar di manipolarli. Oggi, le tribù di Bran-O-Kor considerano sempre i Goblin come alleati naturali, ma accordano loro una fiducia assai limitata.
Gli Orchi ebbero anche numerosi contatti con i rappresentanti dell’Impero Grifone. Questi rapporti furono dapprima conflittuali poiché gli Akkylanniani stabilirono logge templari ai confini del deserto senza consultare le tribù degli Orchi. Questa situazione degenerò in numerosi scontri. Ma oggi molti capi Orchi hanno compreso che i Grifoni si potrebbero rivelare potenti alleati nella loro lotta contro l’impero dello Scorpione. Per questo tollerano una presenza limitata delle truppe akkylanniane sul loro territorio.
Altri viaggiatori vennero spontaneamente da loro. Gli Orchi non se ne fidarono fin dal principio, poiché il loro aspetto era spaventoso ed i loro modi più terrificanti ancora. Chiamavano se stessi Divoratori ed i Mistici percepirono un’aura talmente malsana in loro presenza che li volevano cacciare. Ma gli emissari di Vile-Tis li persuasero ad ascoltare. Fecero loro alcune rivelazioni e guadagnarono la fiducia dei Fedeli di Sciacallo. Nel cuore guerriero della Bestia infatti bruciava un odio verso i Syhar ancora più forte di quello degli Akkylanniani, addirittura più forte di quello degli Orchi. Da allora, gli Orchi ragguagliano regolarmente i Divoratori sulle attività degli Scorpioni; quando questi ultimi attraversano Bran-O-Kor, sono spesso le bande di Divoratori che prendono l’incarico di tormentarli e distruggere i loro piani.

Ma da qualche tempo gli Orchi cominciano a manifestare velleità di conquista. Il loro numero non ha oggi più niente a che vedere con le poche decine di individui che furono guidati da Sciacallo fino a Bran-O-Kor, ed i loro capi hanno appreso l’arte della guerra. Essi sono oggi pronti a prendersi la loro rivincita sul passato.

La Magia Istintiva
Quando un Orco dichiara di essere la sua stessa terra, non parla in senso figurato. I riti dei Mistici conferiscono loro un rapporto più che intimo con l’ambiente circostante. Questo legame è ancora più stretto di quello che unisce gli Sciamani Keltois ai Reami Elementali. Poiché, là dove un Keltois si dimostrerà capace di proiettarsi e comunicare con i piani vicini ad Aarklash, un Orco spingerà il distacco da sé fino a diventare realmente l’animale, l’albero o la roccia.

Come sottintendere il suo nome, la Magia Istintiva praticata dagli Orchi è un’attitudine innata.
A questo proposito, alcuni teorici avanzano l’ipotesi che non si tratterebbe davvero di un’autentica empatia con la natura, ma piuttosto di una formidabile capacità d’astrazione. Questa permetterebbe ad un soggetto ricettivo di liberarsi totalmente dai suoi limiti fisici per proiettarsi mentalmente al cuore di un nuovo elemento.
Partendo da questo postulato, ci sarebbero quindi grandi probabilità che questo potere sia comparso dopo le manipolazioni genetiche alle quali i Syhar sottomisero gli Orchi.
Da parte loro, gli Orchi sono intimamente persuasi che si tratti di un dono che Sciacallo ha fatto loro per permettere ad essi di prosperare su un territorio dove nessuno tranne loro potrebbe sopravvivere.

Qualunque sia l’origine esatta di questo potenziale psichico comunque fuori dalle norme, questa è l’origine di una delle forme di Magia più strane di Aarklash.
E’ comunemente accettato che in materia di Magia, l’essenza precederà la forma. Niente si crea, niente si distrugge ma tutto si trasforma. Così i Maghi, qualunque sia la Via della Magia che seguono, percepiscono e manipolano le essenze degli Elementi e dei Principi per alterare la forma. Gli Orchi non maneggiano queste essenze, essi sono l’essenza stessa della loro Magia. E questa essenza è, per istinto, capace di copiare certe altre essenze elementari per acquisire le proprietà. Così, lo Sciamano Orco è la sua stessa fonte di potere, ma ha bisogno di un modello che serva da catalizzatore della sua Magia.

Ringraziamo Marzio per aver radunato il materiale ed averci concesso di inserirlo in ConfrontationPills!

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