Kelt Drunes Cards Army – Confrontation

By on agosto 11, 2013
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Kelt Drunes confrontation

Confrontation: Kelt Drunes Army Cards

I Keltois Druni – Background – Kelt Drunes
Ci sono segreti che si perdono nel momento in cui il tempo delle leggende incontra la storia degli uomini. Come quella dei Sessair, la storia del clan dei Druni è difficile da ricostruire, tanto è arduo dividere tra mito e realtà.
L’origine del conflitto che oppone oggi questi clan è confusa, anche se è certo che sia legata al tragico destino di Cernunnos.

Dopo che Elhad, figlio di Avagd, re della tribù di Kel, si era unito a Danu e che la dea aveva messo al mondo le sue tre figlie, la pace tornò su questa terra che apparteneva ormai sia ai figli della dea che agli uomini di Kel.
Nella seconda battaglia di Kel An Tiraidh, Avagd venne ucciso. Suo figlio ne prese il posto sul trono e come prova della sua fedeltà a Danu, abbandonò l’antico nome e tenne quello con il quale si era presentato a lei: Cernunnos, il Bel cervo.

Quel che accadde in seguito, riportato nelle leggende Sessair, è così strano da ricordare più una rappresentazione simbolica della realtà che la realtà stessa.

Lahn, il dio del sole, divenne geloso di Cernunnos e dell’amore che Danu gli portava. Concepì un rancore tanto profondo che si divise in due esseri. Uno riconosceva a Cernunnos di aver riportato la fertilità sulla sua terra, l’altro albergava un desiderio di vendetta che non conosceva alcun limite. Quest’ultimo prese corpo nella persona di Scathach, l’Ombrosa. La notte e le tenebre nacquero su un mondo che fino ad ora non aveva conosciuto che il giorno.

E Scathach condusse Cernunnos alla predizione. Ella lo ingannò e lo stregò per fargli perdere sia la stima dei suoi che l’amore di Danu. Tanto manovrò, e così bene, che finì per spingerlo a fuggire da Kel An Tiraidh.
La scomparsa del loro re riaccese la collera di alcuni Keltois che pensarono di essere stati nuovamente sbeffeggiati dagli dèi. Ma i Druidi rifiutarono di rompere una pace così duramente acquisita e la maggior parte degli uomini di Kel scelsero di restare fedeli a Danu. Gli altri, decisi a ritrovare il loro re, lasciarono Kel An Tiraidh con le proprie famiglie e presero il nome dei Druni. Questo termine nella lingua dei Keltois si potrebbe tradurre con <<chiaroveggente>>, nel senso di colui che non si lascia ingannare dalla menzogna.

La leggenda dice che Scathach ingannò nuovamente i Druni. Elle inviò loro i suoi figli demoniaci e quali si fecero passare per umani e massacrarono le donne e i bambini. Poi quegli stessi demoni andarono dai sopravissuti e li convinsero che tutto era stato opera degli dèi che, con la complicità dei Druidi, avevano fatto sparire il loro re e cercavano ora di sbarazzarsi di loro per paura che ritrovassero Cernunnos.
Nel loro dolore, i Druni si lasciarono ingannare e si rifugiarono nei boschi per preparare la vendetta ed il ritorno di Cernunnos.
Tutta questa storia, per quanto poco verosimile possa sembrare, riporta certamente una realtà appena velata.

Le autentiche regioni della secessione degli uomini di Kel traggono senza dubbio origine da un conflitto riguardante l’attribuzione della regalità. E’ più probabile che i Druni fossero i partigiani di un re spodestato, vittime dei soprusi dei nuovi signori di Kel An Tiraidh e costretti all’esilio.

Tuttavia, un fatto depone a favore di una implicazione degli dèi. I Fomori, gli alleati demoniaci dei Druni, non sono un invenzione dei miti Keltois. E’ possibile dunque che siano realmente i figli maledetti generati da Scathach per servire la sua vendetta?

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Coloro Che Vedono Tra Le Ombre
I Druni sono un popolo ancor più segreto e misterioso degli altri Keltois. Poiché, se i contatti con il Regno d’Alahan e la tribù Sessair sono frequenti, ben pochi possono invece vantarsi di aver potuto avvicinare i Druni. Più precisamente, pochi sono ancora vivi per raccontare quel che hanno visto.
E’ però possibile conoscere il loro modo di vivere e le loro usanze, poiché a differenza degli altri clan Keltois, i Druni hanno fatto ricorso alla scrittura. Molti frammenti di testo sono stati ritrovati sotto forma di pergamena, tavolette di legno, d’argilla o ancora sulle pareti delle grotte visitate dai Druni.

Molti letterati si sono impegnati nel loro studio e hanno confrontato i loro lavori, per giungere infine ad una conclusione stupefacente. Queste scritture non raccontano né la storia del popolo dei Druni, né qualsivoglia leggenda. Certo, sono presenti allusioni ad avvenimenti passati, ma nel loro insieme questi testi fanno parte di un insieme che i teologi di Akkyliannie designano sotto il nome di << Gnosi >>. Si tratta, né più né meno, della filosofia che descrive il rapporto dei Druni con il divino. Questi scritti costituiscono allo stesso tempo il modo di pensare al quale il Druno deve fare riferimento per tutta la sua vita, ed un messaggio diretto agli dèi e agli uomini che li servono.

Lo studio della Gnosi ha permesso di definire le linee principali della società Druna. E’ interessante notare in primissimo luogo, che il loro schema sociale si trova all’esatto opposto di quello dei Sessair.
Molto meno numerosi di Keltois della pianura, i Druni hanno dovuto, dopo la nascita del loro clan, mostrarsi uniti per sopravvivere in un ambiente particolarmente ostile. E’ per questo che, mentre esistono decine di tribù Sessair sparpagliate in Avagddu, la popolazione Druna è concentrata in un solo ed unico luogo: Dun Aeryfh, la Città Invisibile.

Inoltre, i Druni non riconoscono che un solo ed unico re: Cernunnos stesso. E nessuno altro che lui potrà aspirare a questo titolo. Così, finché il loro re mitologico non sarà tornato tra loro, sono i Wyrd, una casata di dignitari di grande potere, che reggono gli affari del Clan. I Wyrd sono numerosi e a ciascuno di essi vengono affidate responsabilità ben precise. Tra i loro compiti ci sono la scrittura della Gnosi – che i Druni, dal canto loro, chiamano Abrahd an Iyfh Scathach, << il libro di Coloro che Vedono tra le Ombre >> – l’educazione dei giovani e la regolamentazione delle nascite sono tra loro competenze.

Ma i Wyrd stessi ricevono i loro ordini da un’autorità superiore – i Signori dei Wyrd. Questo consiglio è costituito da sette Wyrd, dal gran sacerdote della necropoli e infine da un nono e misterioso personaggio incaricato di scegliere gli altri otto. Quest’ultimo vive al di fuori della città troglodita, in un luogo della foresta che gli altri Druni stessi non osano avvicinare. Ed egli non compare tra i suoi se non quando viene il tempo di condurli alla guerra.
L’intera organizzazione sociale del clan è incentrata attorno all’applicazione della Gnosi. A questo fine, tutte le manifestazioni di individualismo sono radicalmente proscritte. La ricerca di una qualunque soddisfazione personale, l’amore e l’amicizia non devono in nessun caso entrare tra le preoccupazioni di un Druno. Quest’ultimo non deve provare attaccamento né per la propria esistenza né per quella del suo prossimo.
A questo scopo, le relazioni tra gli uomini e donne sono strettamente controllate ed è proibito ad una donna essere legata ad un solo uomo.

Allo stesso modo, nessuna tra le attività quotidiane riveste un carattere secondario. Così come l’artigiano fabbrica le armi della vittoria, egualmente la ricerca di nutrimento costituisce una parte importante nello svolgimento della Gnosi. Questo spiega perciò uno degli aspetti più terrificanti delle usanze in vigore tra i Druni: l’antropofagia.

Infatti è stato detto che per liberarsi totalmente dal giogo degli dèi, i Druni devono attaccare la fon te del loro potere su Aarklash: i credenti. Poiché l’influenza di un dio su questo piano di realtà dipende dal fervore dei suoi Fedeli. E’ per questo che i Druni si adoperano a tormentare ed indebolire le divinità infliggendo le più grandi sofferenze ai loro servitori. Alla fine di questi rituali durante i quali i prigionieri sono torturati nelle maniere più orribili che si possano immaginare, i Druni consumano la carne delle loro vittime. Con questo atto, distruggono totalmente ed in modo irreversibile il loro nemico ed impediscono alla sua anima di servire i progetti degli dèi.

I Druni sono poco numerosi: Car Maed non ospita più di qualche centinaio di migliaia di uomini, donne e bambini. Ma hanno concluso un patto con potenti alleati: i Fomori. Nessuno sa dove sono realmente usciti questi demoni, né le ragioni della loro presenza su Aarklash. Le leggende Sessair ne parlano come della progenie maledetta di Scathach e strumenti della sua vendetta contro i Sessair. Secondo altre fonti, sarebbero stati effettivamente generati dall’oscura dea, ma questa li avrebbe rinnegati e abbandonati, e questa è la ragione della loro presenza a fianco dei Druni nella loro lotta contro gli dèi.
Ma che manipolino i Druni o ne condividano sinceramente la visione, la minaccia che essi rappresentano per gli altri popoli di Aarklash è indubbiamente reale.

Le Vere Tenebre
La vita dei Druni è priva di qualsiasi speranza. La Gnosi inculca loro che solo quelli che nasceranno sotto il regno di Cernunnos potranno aspirare ad una vita felice. Gli altri non sono che gli strumenti della lotta contro gli dèi e la loro vita non ha valore se non nella misura in cui serve i progetti del clan.

Allo stesso modo, i rari contatti tra i Druni e gli altri popoli di Aarklash sono esclusivamente orientati al raggiungimento del loro obbiettivo.
Sotto l’influenza dei Fomori si sono rivolti alle Tenebre. Questo avvenne ben prima della nascita della Baronia Maledetta, molto prima che Dirz l’eretico fuggisse verso Syharhalna e che i Nani di Mid-Nor emergessero dalle loro gole.
Nel corso dei secoli, i Druni hanno osservato gli altri popoli caduti sotto la presa delle Tenebre con un certo disprezzo. Ai loro occhi, quelli non hanno rinnegato i propri antichi dèi che per essere asserviti a dèi nuovi. Ciononostante, continuano ad intrattenere legami con alcuni di essi.
La Baronia d’Acheron fornisce loro gemme di Tenebre, di cui i Fomori fanno grande uso. In cambio, i Druni affidano i cadaveri delle loro vittime alle cure dei Necromanti dell’Ariete.
I Druni hanno allo stesso modo seguito da vicino la comparsa dei servitori del Despota. Incuriositi da questi esseri che portano in loro una particella del loro dio, vi si sono alleati, tanto per premunirsi contro i popoli dell’est che per apprendere maggiori notizie sulla natura profonda di coloro con cui combattono.
Il solo popolo con il quale i Druni hanno stretto un’autentica alleanza per via di un interesse comune non è però sottomesso alle Tenebre. I Divoratori, proprio come i Druni, hanno preso coscienza del cinismo e dell’ipocrisia degli dèi. Gli uni e gli altri sono pronti a commettere le peggiori atrocità per annichilire ogni influenza divina su Aarklash.

I Boschi Neri
Per la maggior parte dei popoli di Aarklash la foresta di Caer Maed è conosciuta col nome di Boschi Neri. Gli immensi pini dai larghi aghi di un verde profondo estendono i loro rami fronzuti fino a nascondere completamente il cielo. La penombra che qui regna giustifica il nome di questi boschi quanto la loro sinistra reputazione. In tali condizioni, la vegetazione a terra è rada. Il sottobosco è ricoperto di uno spesso tappeto di aghi di pino secchi, pigne e rami.
Nella zona nord, la foresta è attraversata da est a ovest dal Muro dei Giganti, la montagna che separa la piana d’Avagddu dall’altopiano di No-Dan-Kar.
Ma non si tratta della sola irregolarità di questi luoghi. La foresta è sfregiata in più punti da crepacci più o meno profondi e da piccoli strapiombi di roccia calcarea disseminati di grotte e sotterranei naturali.

Al centro della foresta si innalza il Monte Silenzio, una montagna poco elevata ma la cui base si estende per molti chilometri.
Questo luogo è il cuore e l’anima del Clan dei Druni, poiché sotto la sua superficie si estende Drun Aeryfh, la Città Invisibile.
Fin dai primi tempi in cui si rifugiarono in questa foresta, i Druni si riparano nelle grotte. Da allora, questo stile di vita troglodita è divenuto parte integrante dei loro riti. Così, anche se oggi sono divenuti i principali predatori di Caer Maed, non per questo hanno abbandonato i loro sotterranei.
Solo i ponti sospesi gettati sui torrenti ed i macabri trofei piantati nel terreno tradiscono la presenza di questa città nascosta nelle interiora della montagna. Ma per chi s’avventura sotto la superficie, ha inizio un viaggio nel cuore della paura. Disposte ad intervalli regolari lungo le arterie più frequentate, delle torce fanno danzare ombre inquietanti sulle pareti dei sotterranei. In questa debole luce si disegnano i contorni di scene terrificanti dipinte sulla stessa roccia. Qui, il carboncino e l’ocra rossa raccontano di grandi battaglie e dei massacri che ne seguirono. Malgrado il carattere primitivo di queste pitture vi sono rappresentate con una sconcertante potenza evocatrice scene di tortura di incredibile crudeltà. Ma è al fondo di questi tunnel che il tanfo di morte e sofferenza che inonda questi luoghi ha origine.
Nel silenzio delle navate naturali, le grida dei suppliziati risuonano eternamente. Dovunque si posi lo sguardo, non c’è angolo che non evochi gli atti inumani di cui questo luogo è stato testimone. Le stalagmiti chiazzate di sangue portano ancora le tracce dei graffi di chi vi è stato attaccato. Ossa umane sono cosparse al suolo, testimonianza degli orribili banchetti che vi si sono svolti.
E’ qui che vivono i Druni e che muoiono i loro nemici.

Più a sud, nel prolungamento di Dun Aeryfh, s’innalza un’altra collina. Un po’ meno alta del Monte Silenzio, essa è ugualmente scavata da numerosi passaggi e sale sotterranee. Ma i vivi sono rari in questo luogo. Qui riposano i Mani, i corpi mummificati degli abitanti di Dun Aeryfh. Qui si estende Gwyn An Caern, la necropoli Druna.
Il rapporto dei Druni con la morte è conflittuale, poiché quando l’anima lascia il corpo, essa abbandona anche il piano della realtà dei mortali per cadere nelle mani degli dèi. Questo è il motivo per cui i Druni imbalsamano i loro morti e praticano una forma specifica di Necromanzia diretta ad impedire all’anima di un essere di lasciare completamente il suo corpo. Così, nel cuore di Gywrd An Caern, i morti non riposano in pace, ma attendono il loro momento…

 Ringraziamo Marzio per aver radunato il materiale ed averci concesso di inserirlo in ConfrontationPills!

 

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