Dwarves of Tir-Na-Bor Cards Army – Confrontation

By on agosto 11, 2013
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Dwarves of Tir-Na-Bor confrontation

Confrontation: Dwarves of Tir-Na-Bor Army Cards

I Nani di Tir-Na-Bor – Background – Dwarves of Tir-Na-Bor
La storia del popolo dei Nani, malgrado le apparenze, non è altro che un eterno ricominciare. Esso sopravvive a tutto quel che il destino gli fa subire, e ne esce ogni volta più forte. Ma esiste un’armatura in grado di impedire l’inevitabile, un arma capace di sconfiggere l’intollerabile ciclo della fatalità?

Più lontano di quanto i loro scritti possano ricordare, i Nani sono sempre esistiti, proprio come gli animali o le montagne. Questo non significa molto ai loro occhi. Essi c’erano, e questo è tutto quel che conta! Come per molti altri, la storia della nazione di Tir-Na-Bor comincia durante l’Inverno delle Battaglie.

In quel tempo il clima è così terribile che gli erbivori si mettono a cacciare gli altri animali per nutrirsi. Le civiltà fanno lo stesso ed il popolo più preso di mira è naturalmente l’unico ad avere accumulato riserve: quello dei Nani… Fu allora che gli dèi si presentarono a loro per proporre uno scambio. I loro figli, i Giganti, stavano morendo e i loro genitori celesti non erano più là per soccorrerli. Gli dèi invitarono quindi i Nani nel loro dominio dell’Aegis, proteggendoli così sia dall’inverno che dall’avidità degli altri popoli, in cambio del cibo che permetterà ai Giganti di sopravvivere. L’accordo viene concluso ed i Nani si stabiliscono nelle grotte dei monti Aegis. Tir-Na-Bor è nata.
L’inverno delle Battaglie giunge a termine e i Nani escono dal loro santuario: alcuni ridiscendono sulla pianura e riprendono il corso della loro vita, altri scelgono di restare tra le montagne. Non si sa mai quel che riserva il futuro…

Esplorando il dominio degli dèi, i Nani scoprono un popolo tanto primitivo quanto prolifico: i Goblin, Magnanimamente, i Nani cominciano allora a civilizzare il popolo Goblin: l’incredibile quantità di manodopera Goblin e le conoscenze dei Nani fanno meraviglie… Fino a quando un abominio sorto dalle profondità della terra, il dio Ratto, persuade i Goblin che sono ridotti in schiavitù e li spinge alla rivolta. E’ il momento che gli dèi scelgono per venire in aiuto dei protettori dei loro figli: investendo cinque valorosi eroi, gli Antenati, dei loro poteri. Questi si lanciano nelle profondità e portano battaglia ai fratelli del dio Ratto. Tornando vittoriosi, assicurano la sopravivenza e la sicurezza dei loro fratelli… Ratto, solo sopravissuto del massacro, fugge portando tutti i Goblin con sé.

Così i Nani attraversano le epoche, rinnovando il voto che li ha uniti agli dèi dell’Aegis. Mentre gli altri popoli si battono inutilmente o fanno solo piccoli passi sulla strada del progresso. Tir-Na-Bor si sviluppa prodigiosamente al sicuro dall’avidità: i Nani delle montagne scoprono i segreti del metallo e la potenza inarrestabile del vapore. I loro fratelli della pianura, dal canto loro, perpetuano la tradizione del loro popolo e diventano temibili guerrieri. Con il tempo, le tradizioni isolazioniste dei Nani si ammorbidiscono e questi partono finalmente alla scoperta di Aarklash. E’ così che Tir-Na-Bor stringe timidamente la sua prima alleanza con l’impero del Grifone…

Purtoppo, un avvenimento di capitale importanza mette i Nani con le spalle al muro: la comparsa dei demoni di Mid-Nor: Le divinità dell’Aegis sono impotenti, poiché il dio delle profondità è un loro pari…Fino ad ora i Nani si sono sempre protetti dai pericoli esterni, ma questo viene direttamente dall’interno.
L’ora dell’Argg-Am-Ork, la fine dei tempi , è forse suonata?

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Le Montagne degli dèi
All’alba della civiltà, nell’Era della Rinascita, i monti Aegis rappresentano una frontiera invalicabile. Ben pochi individui immaginavano che il mondo come lo conoscevano potesse continuare al di là di quel muro di pietra che si estendeva dalle rive del mare di Migol a quelle del fiume Zokorn.

I Monti Aegis formano una vasta catena di montagne. Devono il loro nome all’elevazione vertiginosa della loro più alta cima, che nel folclore dei Nani si ritiene confini il dominio degli dèi, l’Aegis. Durante i secoli, i Nani hanno fortificato il luogo fino a renderlo imprendibile, anche se un viaggiatore potrebbe attraversare la catena senza accorgersi di un solo guerriero di Tir-Na-Bor. Questo artificio strategico è semplicemente dovuto al modo in cui i Nani hanno colonizzato la montagna: sotto la superficie! In effetti le interiore dell’Aegis sono percorse da un numero incalcolabile di gallerie a volte abbastanza alte e larghe da far passare un Gigante in piedi o una colonna di guerrieri in armatura. Questi cunicoli legano le fortezze della superficie e le città sotterranee come un’immensa rete la cui disposizione è stata attentamente e rigorosamente meditata.

Nessuno a parte un Nano può sapere quante città si trovino così sotto il fianco delle montagne. Le più conosciute tra queste – Ka-In-Ar, Form-Nur, Lor-An-Kor – non hanno niente da invidiare alle belle città dei vicini imperi, anzi. I Nani si permettono addirittura di coltivarvi campi o di allevarvi animali domestici! Il vapore permette a ciascuna abitazione di essere alimentata con acqua e riscaldamento. Singolari macchine percorrono le pareti delle caverne e la rete di tunnel, pronte a condurre i loro passeggeri dove preferiscono. L’illuminazione è assicurata con la coltivazione di un lichene luminescente, l’hysneh, fissato su bastoni ad uso di torcia o coltivato come pianta da vaso all’interno di lanterne dal vetro tinto. L’utilizzo di fuoco o candele all’interno della città è percepito allo stesso tempo come un lusso desueto a una potenziale minaccia. I nani delle montagne sono comunque fabbri impareggiabili le cui armi e armature non temono alcun rivale, salvo forse tra gli Akkylanniani. I più grandi fabbri Nanni ed i Thermo-Preti sono riveriti come idoli dall’assemblea dei loro pari.
L’esistenza dei Nani delle pianure è differente da quella dei loro fratelli delle caverne, anche se i rapporti tra le due <<famiglie>> sono sani e cordiali. Costoro si sono insediati nella pianura di Nael-Tarn vivendo in villaggi fortificati e, ad immagine dei loro antenati, coltivano le tradizioni marziali del loro popolo. Per loro, ogni buon Nano deve essere un buon guerriero! Quanti giovani Nani non attendono altro che lanciarsi in combattimento e, forse, diventare uno di quei temuti eroi che sono i Difensori delle Pianure?

Presso i Nani, l’autorità si trova spesso nelle mani del patriarca della famiglia, l’Avo. Ogni città è diretta da una cerchia di Capifamiglia essa stessa sottoposta all’autorità del più vecchio di loro, l’Anziano. Come è logico, l’insieme della nazione dei Nani è diretta dagli Anziani di tutte le città e la loro augusta assemblea designa a sua volta il proprio capo, il Senex. Più che il mediatore dell’Assemblea degli Anziani, il Senex è il solo nano a contare per due nelle votazioni a mano alzata. Poiché i membri dell’Assemblea degli Anziani sono in numero pari , il Senex dispone di un considerevole potere…

Malgrado le loro differenze, tutti i Nani onorano lo stesso pantheon. Gli dèi hanno un posto particolare nel cuore degli abitanti di Tir-Na-Bor, poiché non sono visti come creatori della razza, né come misteriose entità dalla malsana influenza. Gli dèi dell’Aegis sono protettori ed alleati dei figli dèi: i Giganti.

Odnir è il padre di tutti gli dèi. I Nani raccontano che sia nato dall’incontro di Gheim, il Fuoco Originario, e Nylheim, il Nulla. Questo gigante orbo ed armato di una spada diede origine ad Aarklash e a tutti gli esseri che vi dimorano. Gylfa è l’enigmatica compagna di Odnir, la dea della vita e della morte che fa partorire le donne e sussurra all’orecchio degli organizzanti. Caradoc è il dio del commercio e dei sotterfugi. Nessuno può comprenderlo, perché la sua voce rende sordi… Uren è molto popolare tra i Nani, poiché è il dio dei fabbri. Accorda a volte la sua benedizione ai guerrieri donando loro una parte del suo potere. Suo fratello, Bleddig, è più stimato tra gli ufficiali, essendo il dio della nobiltà guerriera: coraggio, risolutezza e strategia sono sotto il suo protettorato. Lyfh, invece, regna sulla natura e sulle questione d’amore. Il suo culto è particolarmente vivo tra i Nani delle pianure.

Hyffaid, infine, ha un posto particolare: è il dio dell’Argg-Am-Ork, la battaglia che distruggerà il mondo. Pochi Nani osano rendergli omaggio apertamente, poiché è sotto il suo patronato che l’Antenato chiamato Mid-Nor partì ad affrontare i fratelli del dio Ratto e tornò secoli più tardi alla testa dei Posseduti che minacciano oggi Tir-Na-Bor.

Questo significa forse il suo risveglio e l’inizio dell’Argg-Am-Ork?

Linguaggio

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I Nani sono antichi maestri nell’utilizzo e nella decifrazione di linguaggi in codice. Ma la scrittura che è loro propria gli è stata insegnata da Gheim, entità primordiale che essi soprannominano <<il Fuoco delle Origini>>. Per molti aspetti, il Nanico è una delle lingue più difficili del continente.

D’acciaio Temprato
I Nani di Tir-Na-Bor dotati di un carattere paragonabile alla loro costituzione: d’acciaio temprato. Una volta lanciato, niente ne distoglierà uno dal suo obbiettivo, quali che siano i mezzi e la forza delle avversità.

Anche se vengono definiti ostinati, di mentalità ristretta e testardi, i Nani non si offendono, anzi. Il loro modo di pensare ha conservato tracce molto vive dell’Inverno delle Battaglie, quando il loro popolo è stato costretto a battersi giorno e notte per difendere le proprie riserve di cibo. Questo trauma culturale dura ancora oggi sotto forma di una spiccata tendenza all’autarchia: i Nani non amano dare confidenza a chicchessia, poiché in fondo a loro stessi sanno bene che in ultima istanza tutti gli altri popoli preferirebbero il tradimento alla condivisione. In caso di pericolo, un Nano chiuderà le porte della sua casa ed il suo cuore con un solo gesto, poco importa cosa potrà accadere ai malcapitati rimasti fuori. Guadagnarsi l’amicizia e la straordinaria generosità di un Nano è più difficile che scalare una montagna, ma una volta conquistata, niente la potrà allontanare… Salvo il tradimento, spesso sinonimo di dichiarazione di guerra spietata.

E’ così che i discepoli dell’Impero del Grifone hanno saputo conquistare il rispetto, e poi la fratellanza, dei Nani di Tir-Na-Bor. Il rispetto all’inizio, per la loro maestria dell’artigianato e della forgia. La fratellanza, in seguito, poiché i Nani sentirono negli Akkylanniani uno spirito di corpo grande almeno quanto il loro. I comandanti Grifoni sono i soli ai quali le armate dei monti Aegis danno fiducia. Similmente, i Nani intrattengono buoni rapporti con il Regno del Leone e i Keltois del clan Sessair, anche se solo commerciali. Vale tuttavia la pena di notare un importante elemento: mai un rappresentante di un altro popolo, neppure un Grifone, ha potuto penetrare oltre le grandi sale che fungono da entrata alle città sotterranee dei Nani. Tali enormi stanze servono spesso come mercati o luogo di fiere per gli scambi con l’esterno, ma restano costantemente sotto stretta sorveglianza.

Purtroppo per loro, i Nani hanno molti nemici che alleati: Orchi, e Wolfen lanciano costantemente scorrerie contro gli avamposti delle fortezze di superficie allo scopo di trafugare il metallo per forgiare le proprie armi. Gli Alchimi di Dirz e i Druni, rispettivamente, bramano i segreti delle forge ed il santuario degli dèi. I loro attacchi sono molto più rari, ma anche molto più micidiali. Qualche Necromante è stato allontanato dopo settimane di caccia.
Malgrado tutto, i veri nemici dei Nani sono nemici per motivi d’onore. Così i Nani non hanno potuto sopportare di vedere i Goblin, quegli ingrati, fuggire da Tir-Na-Bor dopo aver imparato a parlare, vestirsi, leggere e scrivere. L’opportunismo e la mediocrità dei Goblin sono l’opposto dei valori di riferimento dei Nani. Il solo responsabile è colui che li ha spinti alla rivolta: fino a quando non avranno sterminato il Ratto, il dio usurpatore, i Nani non conosceranno riposo.

Ratto è sicuramente la causa della seconda spina nel fianco dei Nani: le Tenebre che hanno visto nascere il dio dei Goblin hanno posseduto un Antenato, scatenando fratello contro fratello. Mid-Nor ed i suoi Posseduti risalgono dalle profondità per tentare di asservire i loro parenti di Tir-Na-Bor. Quale abominevole segreto si nasconde dietro questo tradimento? Come ha potuto Hyffaid, divino mecenate di Mid-Nor, lasciare che accadesse una tale catastrofe?

L’Anima dell’Alphax
Gli alchimisti di Tir-Na-Bor sono indubbiamente sul punto di scoprire uno dei più grandi segreti che esista. La loro arte, la Magia Tellurica, impiega differenti sostanze minerali per migliorare la capacità dei materiali organici ed inorganici. Tra esse troviamo il substrato cromatico, le pericolose fanghiglie polimorfe o gli esacatalizzatori d’ametista.

Ma il più nobile di tutti i metalli dei Nani è indubbiamente l’Alphax, il metallo celeste di cui è fatta la lancia di Uren e che gli Alchimisti sono riusciti a riprodurre dopo anni di esperimenti. L’Alphax è inalterabile come il diamante e reagisce favorevolmente alla Magia: una lastra di Alphax puro può resistere all’impatto di una palla di cannone e piegarsi invece all’istante per un semplice Incantesimo pronunciato da un Mago Tellurico. Le possibilità offerte da tale metallo fanno sognare! Purtroppo, l’Alphax è molto costoso da produrre.

Per tutti questi motivi, le armi e le armature dell’elite delle armate Nane, i Khor, sono fatte di una lega contenente una piccola percentuale di Alphax. Così, grazie a qualche sortilegio, un pesante Guerriero Khor può muoversi come se portasse un semplice abito di stoffa e maneggiare con una sola mano un’arma che pesa quasi tredici chili!

Una voce proveniente dalle forge della città di Kal-Nam sta cominciando a circolare: l’Alphax offrirebbe tali poteri semplicemente perché in possesso di un anima. Il metallo degli dèi sarebbe vivo e la Magia Telurica sarebbe il suo linguaggio! Si può immaginare la potenza di un golem costruito con questo metallo, animato dalla sua stessa volontà, e non dalla Magia stessa? Capace di comunicare, di svelare i segreti della materia e di combattere i nemici di Tir-Na-Bor?
Ecco dunque perché i Nani sono così discreti a proposito di questo metallo straordinario…

Ringraziamo Marzio per aver radunato il materiale ed averci concesso di inserirlo in ConfrontationPills!

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