Devourers of Vile-Tis Cards Army – Confrontation

By on agosto 10, 2013
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Confrontation: Devourers of Vile-Tis Army Cards

I Divoratori Di Vile-Tis – Background – Devourers of Vile-Tis
Le leggende dei Wolfen raccontano di come essi nacquero dall’amore di una dea e di un lupo. Questi miti giustificano la terribile reputazione del popolo della Luna facendo di loro animali benedetti dalla natura.

Una notte Yllia discese dal suo trono celeste per visitare il Reame dei Mortali. Mentre la luna si meravigliava davanti alla bellezza della natura, il suo sguardo si posò su una muta di lupi. La purezza e la potenza di questi nobili animali affascinarono la dea e accesero il suo desiderio…

Per i Divoratori, questa è solo una menzogna. Un dio caduto venuto dalle stelle, la bestia, gli ha svelato l’autentica storia delle loro origini. Chi può dire di conoscere la verità?

Una notte Yllia discese dal suo trono celeste per visitare il Reame dei Mortali. Mentre la Luna ammirava il proprio riflesso in uno stagno, il potente Lupo fu stregato dalla sua bellezza e desiderò farne la sua compagna.

Una stella è da poco caduta dal cielo e si è schiantata in pieno cuore del territorio d’Ellis, un capo muta. I Wolfen di Ellis si avvicinarono e incontrarono Vile-Tis, lo spirito della stella caduta.
Costui non era un’entità di carne e sangue, ma un essere di pura energia spirituale. Vile-Tis, nella sua infinita potenza, dovette possedere Ellis per farsi comprendere dagli altri Wolfen. Questi ultimi, percependo l’incredibile ferocia di Vile-Tis. Lo soprannominarono la Bestia.

Com’è possibile che un lupo, per quanto forte, abbia potuto risvegliare l’amore di una dea? Fu allora che un dio straniero venne incontro al capo muta e gli propose uno scambio. L’avrebbe aiutato a realizzare il suo desiderio in cambio di un piccolissimo favore che sarebbe venuto a chiedere più tardi. Il Lupo accettò, il dio usò i suoi poteri per trasformarlo in un uomo di divina bellezza. L’animale così mutato si presentò a Yllia ed ella accettò la sua corte.

Ellis, posseduto da Vile-Tis, rivelò ai Wolfen sbalorditi i giochi degli dèi e le atrocità che questi fecero subire ai loro stessi figli.
Lo spirito della stella voleva anch’egli battersi contro i suoi fratelli divini, ma si rifiutava di farlo usando trabocchetti e sotterfugi. La Bestia voleva spezzare gli avversari con le sue stesse mani. Gli dèi, consci che solo il potere di un altro dio li poteva uccidere, si unirono per sconfiggere Vile-Tis e lo precipitarono su Aarklash. In questo modo l’insolente dio guerriero avrebbe condiviso il destino dei mortali e non sarebbe potuto tornare nella loro assemblea se non dopo aver implorato il loro perdono…

La Luna si rese conto dell’inganno quando diede alla luce una cucciolata di lupacchiotti. La sua ira fu terribile: ella maledisse il Lupo ed i suoi figli: Essi avrebbero conservato la bestialità della belva, ma quest’ultima sarebbe stata pervertita dal tradimento del loro genitore. Sarebbero stati i più grandi predatori di Aarklash, ma non avrebbero mai più trovato l’amore, né da parte della natura, né da parte dell’umanità. La loro indole selvaggia sarebbe stata la loro maledizione.

confrontation devourers cards divoratoriCosì nacquero i Wolfen.

Il Primo Nato ed i suoi fratelli Worg hanno sempre mentito ai loro figli dicendogli loro che la Luna, loro madre, li amava al disopra di tutti gli altri animali.
In realtà, Yllia li odia.
Increduli e scettici, i Wolfen non fecero che una sola domanda alla Bestia: quale dio furbo ed ingannatore aveva offerto al Lupo di trasformarlo?
La risposta di Ville-Tis cadde su di loro come un fulmine.

La Bestia si preparava a partire per affrontare i suoi fratelli quando Ellis gli propose un patto. L’uno e l’altro non desideravano che una cosa: veder morire gli dèi. Ellis e la sua muta sarebbero stati i guerrieri di Ville-Tis se questi li avesse aiutati ad ottenere la loro vendetta. Un nuovo patto fu stretto.

Così nacquero i Divoratori.

Stella Morente
Tenuto conto della loro recente nascita e del loro numero ristretto,dovremmo definire i Divoratori come popolo, o come un ramo del lignaggio dei Wolfen? Solo il tempo, flagello degli dèi, saprà rispondere a questa domanda. Fino ad oggi, i rapporti tra i Divoratori e gli altri popoli si sono limitati a brevi scambi, spesso estremamente violenti. Molti nobili si sono pentiti di avere questi oscuri Wolfen nelle loro terre. I Discepoli della Bestia devono del resto il loro nome ad una delle usanze più spaventose: contrariamente ai loro parenti Wolfen, non esitano a <<divorare>> le loro vittime cadute in combattimento, a volte ancora vive. Sembrerebbe che questo atto non sia nemmeno di carattere sacro o tribale, ma piuttosto… liberatorio.

I Divoratori non hanno un territorio loro, sebbene i primi contatti con essi siano stati riportati tra gli acquitrini di No-Dan-Kar ed i Boschi Neri dei Druni. Nonostante ciò, alcune bande sono state segnalate nella Piana dei Giganti, nella Foresta delle Tele ed in Bran-O-Kor. Essi sono in costante movimento e lasciano dietro di sé accampamenti di fortuna i cui confini sono segnati dai resti biascicati delle loro vittime, preferibilmente civilizzate.
Un’importante testimonianza su questa comunità errante è stata riportata dall’Insonne, un Wolfen vicino ai Sessair, quando i suoi compagni umani lo hanno interrogato su questa nuova minaccia. Ecco la trascrizione approssimata che ne è stata fatta, e che è circolata dalle nebbie di Avagddu a quelle di Cadwallon.

I Divoratori sono molto differenti dagli altri Wolfen. Ognuno è completamente libero nelle sue parole e nelle sue azioni. Non c’è tra loro alcuna gerarchia, nessuna autorità da parte di un capo: ciascuno mangia solo ciò che riesce a cacciare. Non si spostano in mute, ma in <<bande>> di svariati individui dagli interessi comuni. Ciononostante, ognuno di loro può altrettanto bene viaggiare senza altro compagno che le stelle e vendere i propri servizi al miglior offerente… Chi conduce questa esistenza è temibile, poiché sopravvive senza l’aiuto dei compagni quando gli dèi vogliano la sua morte. In tempo di guerra come in tempo di pace, essi riconoscono l’abilità del più forte o del più saggio tra loro e accettano, a volte, di seguire i suoi ordini.
Ma i Divoratori sanno dare prova di un ingegno brillante quanto quello degli umani, di cui si servono per nutrire la loro insaziabile crudeltà. La fede nella Bestia, che fa di loro guerrieri spietati, ha pervertito il loro istinto animale. Hanno scordato che bisogna cacciare per vivere, e non il contrario! Sono certo che i Divoratori potranno portare a termine grandi progetti e tuttavia… credo che questo non li interessi.
Non fanno differenza tra le loro prede ed i loro nemici. Non consumano nemmeno le loro vittime per rubare loro la forza o compire un gesto simbolico, ma solo per soddisfare un desiderio contro natura. Le loro usanze non sono quelle dei Wolfen, né quelle della Luna, ancor meno quelle della vita. E’ per questo motivo che un Wolfen cercherà di punire un Divoratore alla prima occasione e che le creature selvagge li rifuggono. Per quanto possa sembrare strano, i Divoratori non provano nessun rancore né verso gli uni, né verso le altre.

In altre circostanze, avrei dato prova di tolleranza. Ma non posso accettare tali… mostri… come fratelli. La maniera in cui trattano i loro nemici e la disperazione che li rode non sono…

L’ultima parola è difficile da trascrivere. Si tratta di un’espressione gestuale che letteralmente significa <<venuto dalla creazione>>. Nel rudimentale linguaggio dei Wolfen, questo gesto vuol dire allo stesso tempo una creatura vivente, la purezza e tutto quello che è in accordo con le leggi della natura.

Per i Divoratori, gli dèi non sono affatto i creatori dell’universo. Al contrario, essi sono stati generati dalle forze primordiali, come quelle che hanno dato origine al vento, alla morte o alla Magia. Gli dèi non sono dunque che individui estremamente potenti che regnano sulla Creazione rendendo schiavi gli esseri più deboli di loro. I Divoratori lo sanno, perché è un dio caduto che li guida verso un destino che libererà Aarklash dal giogo dei suoi fratelli: Vile-Tis, la Bestia, incarnazione della guerra e del massacro. La Bestia ha insegnato i suoi segreti ai propri guerrieri e li protegge da tutti i pericoli che si abbatteranno su di essi. E’ per questo motivo che i Fedeli della Bestia riescono ad infrangere le leggi divine fino a quando queste non si abbatteranno su se stesse in un turbine di negazione e paradosso. In loro presenza, il sogno e la devozione fanno posto alla disillusione ed al nulla.
Ville-Tis ha anche donato loro il segreto del metallo, permettendogli di forgiare armi ed armature senza pari su Aarklash… salvo forse che tra gli Alchimisti di Dirz. Questo elemento costituisce certamente un prezioso indizio per determinare la causa dell’odio che la Bestia ed i suoi discepoli nutrono verso i Syhar.
I Divoratori sono predatori liberi, che disprezzano la debolezza del ciclo della vita.

Aarklash sta per apprenderlo in modo doloroso.

Linguaggio

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I Wolfen e i Divoratori hanno una forma di scrittura unica, senza alcun rapporto con il loro linguaggio istintivo e bestiale. I simboli che tracciano corrispondono a concetti precisi che, associati gli uni agli altri, producono idee astratte o designano elementi particolari.

I Guardiani Delle Porte
I Divoratori non si mostrano immediatamente ostili verso i rappresentanti degli altri popoli. Finché non sono affamati ed i loro interlocutori si mostrano inoffensivi… I Discepoli della Bestia possono persino mostrarsi curiosi e comunicativi, anche se in maniera peculiare. I Divoratori hanno scambiato una parte della loro natura animale con una sensibilità dolorosa e indefinibile che oscilla incessantemente tra bene e male: la coscienza. Alcuni membri del clero Akkylanniano hanno affermato a questo proposito che i Divoratori sono stati dotati d’un’anima, ma che, in assenza di morale, quest’ultima è stata esposta alla corruzione ed alle Tenebre. Chiunque abbia cercato di catturare uno per verificare questa ipotesi e convertirlo alla misericordia di Merin ha purtroppo fallito.

I Wolfen d’Yllia sembrano potersi alleare solo con coloro che si mostrano vicini alle vie della natura selvaggia. Sottile differenza: i Divoratori, dal canto loro, non si alleano che con quelli che possono sopportare la loro natura selvaggia.
La guerra che hanno dichiarato agli dèi, oltre ai loro feroci appetiti, ha avvicinato i Divoratori ai Keltois del clan dei Druni. Gli unici e gli altri si lanciano in spietate razzie seguite da banchetti da incubo. Qualche divoratore tra i più deviati si è addirittura unito ai Druni e indossa a volte un mostruoso elmo dotato di corna di cervo gigantesche.

Ma il richiamo della carne non è il solo: quello del guadagno non viene molto dopo. I generali Goblin di No-Dan-Kar sanno trarre il meglio dall’incerto senso morale dei Divoratori e li trascinano nella loro scia, nel bene o nel male. Così, il Barone Ozohn, dignitario della Corte dei Nove Ratti, si è alleato con una banda di Divoratori durante la battaglia di Fom Nur in cambio di qualche carta geografica, di ninnoli Syhar e di uno scudo da cerimonia trovato da un antiquario d’Indattè.

Gli ultimi alleati dei Divoratori sono soli a non aver estratto le armi nel vederli arrivare: gli Orchi. I Figli di Sciacallo ed i Discepoli della Bestia condividono lo stesso nemico: gli Alchimisti di Dirz. Anche se i loro rapporti sono episodici, e si deteriorano rapidamente in tempo di pace, i Divoratori e gli Orchi si battono per la stessa causa e si scontrano raramente senza una buona ragione.

I Divoratori sono appena comparsi su Aarklash. Su di loro non è possibile formulare nessuna ipotesi certa e nessuno sa se le loro credenze gli sopravvive ranno. La differente percezione dell’esistenza e della coscienza è un segno di grandezza o di decadenza? Alcuni godono delle carni dei loro avversari mentre altri sembrano cercare uno scopo da perseguire lungo la loro maledetta esistenza. Mai la maledizione della Luna fu più potente che tra coloro che l’hanno rinegata.

La loro crociata contro gli dèi è disperata, essi stessi non esitano a distogliere di tanto in tanto per soddisfare i propri tenebrosi desideri. Ma fino ad oggi, nessuna divinità ha potuto distruggerli. Al momento del Rag’Narok, i Divoratori sono il simbolo del ruolo che giocheranno le forze del Destino nella guerra che oppone la Luce alle Tenebre per il futuro della Creazione.

La Bestia Venuta Dal Niente
Molti fedeli hanno tentato di saperne di più sulla Bestia. Se Vile-Tis è davvero un dio caduto, da quale pantheon proviene? Quale popolo ha così perduto un dio? Che succederà a questo esule, sottomesso alla Legge del Tempo? Ha veramente il potere di rovesciare le divinità?
Molti non ricevettero alcuna risposta alle loro suppliche. Ma qualche dio ha risposto ai suoi servitori.

Alla domanda dei suoi Fedeli sull’origine di Ville-Tis, Odnir, Padre degli dèi Nani, rispose:
<<Il Nulla>>

Alle richieste dei suoi Fedeli che volevano sapere quel che la Bestia era realmente, il dio Ratto rispose:
<<Un guerriero assetato di vendetta>>

Quando seppe che i suoi Fedeli volevano parlare a Vile-Tis, il dio Sciacallo li avvisò:
<<Lo sciacallo e la belva non cacciano insieme>>

Alla domanda dei suoi fedeli sull’origine dell’odio che la Bestia aveva per lui, Arh-Tolth, il dio Alchemico, rispose:
<<Il suo esilio>>

Alla domanda dei suoi Fedeli che volevano sapere perché Vile-Tis le rubava i figli, Yllia, la Luna, rispose:
<<Per onorare il nostro patto>>

Ringraziamo Marzio per aver radunato il materiale ed averci concesso di inserirlo in ConfrontationPills!

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