Daïkinee of Quithayran Elves Cards Army – Confrontation

By on agosto 10, 2013
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Daïkinee of Quithayran Elves confrontation

Confrontation: Daïkinee of Quithayran Elves Army Cards

Gli Elfi Daikinee – Background – Daïkinee of Quithayran Elves
La storia dei daikinee ha origine nell’immaginazione, si perpetua attraverso la magia e terminerà come un giorno che si compie.
Non c’è nessuna traccia degli Elfi prima dell’Età della Rinascita. I loro primi passi nella Storia sono descritti nei racconti degli altri popoli. Quanto alla memoria dei Daikinee, essa ha inizio nel momento in cui un pugno di coraggiosi guerrieri uscì dalla Foresta di Smeraldo e parti alla ricerca del dio dell’Alba.

Aoh, lo spirito di Ogni vita, ha perduto la ragione. Sotto l’aspetto di inverno, ha inviato i suoi guerrieri a pietrificare la foresta eterna. Ma Eakym, ed Earhe, gli spiriti di Quitayran, vegliano. Eakym, dio dell’alba, è partito ad affrontare l’inverno in compagnia delle fate. Earhe, dea del crepuscolo, ha chiesto agli Elfi di proteggere Quitayran mentre andava a guarire Aoh. Quando le fate riappaiono, Eakhyn è scomparso. Esse hanno respinto l’inverno ma il dio dell’Alba è partito, in preda ad una tristezza infinita. Tutti comprendono quando Earhe torna a sua volta. Ella porta in seno il dolore di Aoh e mette al mondo una bestia gigantesca, Wisshard..

Wisshard è consumato da una fame ineffabile che cerca di saziare divorando tutte le creature che passano alla sua portata. Earhe è ancora troppo debole per lottare e le Fate sono inghiottite una dopo l’altra. Solo Eakhyn potrà sconfiggere Wisshard… I coraggiosi guerrieri Elfi decidono allora di partire alla ricerca del dio dell’Alba.

Sono questi i guerrieri Elfi che gli altri popoli incontrano all’inizio dell’età della Rinascita. I Keltois sono senza dubbio i primi esseri inteligenti che incrociano: le leggende di Avagddu riportano di creature fatate che venivano a volte a infestare i loro sogni alla ricerca del loro re immortale, molto prima che i Druni facessero lo stesso nei loro incubi.
I racconti dei Nani sono più precisi, poichè gia all’epoca conservavano traccia scritta degli avvenimenti più notevoli. I loro archivi descrivono grandi guerrieri, più aggraziati degli Uomini e dotati d’orecchie allungate. Questi avevano per lungo tempo vagato tra i monti Aegis, alla ricerca di uno dei loro. Il passaggio termina quando essi partono ad affrontare le nevi spietate della più alta cima della regione e ne ridiscendono qualche settimana più tardi: molti tra loro sono morti, ma trovarono ugualmente il coraggio di ripartire verso la propria patria.

I Daikinee varcavano così le frontiere della Storia, passando dallo stato di esseri venuti dalla foresta a quello di rappresentanti di un’intera nazione. Anche se i loro successivi re stabiliranno rapporti più o meno amichevoli con gli altri popoli, i Daikinee resteranno per molto tempo una razza isolata e refrattata alla presenza di stranieri sul suo territorio.

Ma tutto cambia entro cinque secoli circa, quando la regina Fata Ne-Inekia, sposa di re Seos, genera due gemelli, Elhan e Silmae. Alla morte di Seos scoppia quindi Serrèlis, la guerra di successione. Elhan abdica e fonda la nazione Cynwall nella regione di Lanever. Una generazione più tardi, la figlia di Silmaè, Scaelin, soccombe alle Tenebre e fugge, inseguita dalla sua gente. Scaelin getta all’ora una terribile maledizione sul suo popolo: ogni femmina Daikinee morirà poco tempo dopo aver conosciuto l’amore. Un anno ed un goirno più tardi, Scaelin prende possesso del dominio di Ashinan senza che nessuno possa impedirglielo.

La fatalità si è abbattuta sulla Foresta Eterna. Quithayran e le Fate muoiono mentre il tempo soffoca poco a poco le risate dei bambini.
Le tenebre si sono abbattute su Arklash… Aoh è nuovamente malato. Chi potrà curarlo? A quale sacrificio bisognerà sottoporsi?

Il Popolo di smeraldo
Le secessioni del popolo Elfo hanno notevolmente ridotto l’estensione del dominio dei Daikinee. Quello che oggi costituisce tre territori distinti non è stato un tempo che un solo ed unico dominio, quello della Foresta Eterna.

Anche se Quithayran non è che l’ombra di ciò che fu un tempo, essa resta un’inestinguibile fonte di vita. Animali sconosciuti vagano tra gli arbusti della sua foresta e sono capaci di causare tanto meraviglia quanto timore.
Le città Daikinee si estendono su più livelli, tra rami di alberi secolari. Battezzate <<città effimere>>, esse vivono e muoiono al ritmo delle stagioni, come altrettanti nidi di maestosi uccelli. Solo tre città di Quithayran sono permanenti: Nuham, per la sua importanza strategica, il porto di Indattè e Laureken.
Laureken è la capacità di Quitayran. Si racconta che la Città invisibile sarebbe l’ultima vestigia di un’era passata in cui la magia bagnava Arklash. Si sarebbe tentati di crederci, poiché la città è dotata d’un potere inimmaginabile: essa scompare al volere del suo re per ricomparire dove sua maestà desidera, entro il suo dominio!
Lungo Il golfo di Syrlinh, dal porto d’Indattè fino alla Baronia d’Icquor, si trovano le rovine di città ancestrali. Nessuno conosce la loro età, né la loro origine. I Daikinee stessi sono sempre stati contrari a visitarle ed ancor più ad abitarle. Per loro, questi luoghi sono i sepolcri di una civiltà scomparsa e vanno perciò rispettati. Il fatto che la maggior parte dei razziatori di tesori che vi sono avventurati non abbiano mai fatto ritorno li ha rafforzati in questa idea!

I Sacerdoti Daikinee raccontano a volte che una di queste rovine potrebbe sigillare l’entrata della grotta in cui Wisshard è andato a morire dopo aver divorato Eakhyn . Questa storia destinata a spaventare i bambini si articola però attorno ad uno dei punti principali delle credenze Daikinee. Come molte cose nella Foresta di Smeraldo, il loro pantheon funziona a cicli. All’origine e alla fina si trova Aoh, lo spirito di ogni vita. Al suo interno regnano Earhe, Eakhyn e Wisshard. Earhe è la dea del crepuscolo, la Porta attraverso cui emergono i vivi e trapassano i morti. Eakhyn è il dio dell’Alba, la scintilla di vita che illumina i viventi per tutta la loro esistenza. Wisshard, il Grande Divoratore, è la pulsione di morte che si sazia di tutti i vivi senza distinzione. Un Daikinee può dunque definire ogni ciclo, da una semplice giornata fino alla sua stessa vita, in funzione dei suoi dei. Il giorno succede alla notte e la vita succede alla morte in un eterno nuovo inizio.

Ben lo sanno i loro nemici: è pericoloso attaccare un Daikinee in un luogo in cui la vita è forte, come la foresta di Quithayran. Poiché sarà la vita stessa a restituire i colpi!

L’ineluttabile fatalità aleggia però al di sopra della Foresta Eterna . Come Wisshard che divora le creature di Quithayran, la maledizione di Scaelin consuma gli Elfi Daikinee un po’ di più ogni giorno. Le donne muoiono immancabilmente nelle ore che seguono la nascita del loro primo bambino, riducendo la popolazione di Quithayran ad ogni generazione … Le sentinelle, guardiane della natura, non sono abbastanza potenti per sollevare l’incantesimo della Vedova. Esse possono a volte aggirarlo favorendo la nascita di coppie o triplette di gemelli, ma senza grande successo. Senza l’eccezionale aspettativa di vita dei Daikinee, è certo che il loro popolo sarebbe già estinto da molto tempo!
L’orrore prende la sua piena dimensione quando lo sguardo dei Daikinee si volge all’altra riva dell’Ynkarò, verso la Foresta delle Tele. L’eccezionale fecondità dei figli di Lilith fa loro prevedere un oscuro futuro per il dominio dell’aterna foresta. Quanto ai Cynwall, non è neppure il caso di chiedere il loro sostegno. Gli Esiliati hanno abbandonato Quithayran e quand’anche accettassero di tornare, le loro donne non sarebbero abbastanza numerose per assicurare il rinnovamento della popolazione.
Senza gli Elfi e la forza della loro vitalità, le Fate stanno scomparendo una dopo l’altra.

Linguaggio

elfi daikinee confrontation background

Il linguaggio degli Elfi trova la sua fonte nella tradizione orale del popolo della Foresta di Smeraldo. Non ha ventisei lettere, ma trentotto fonemi direttamente legati alla pronuncia. Non ci si deve meravigliare che gli Elfi scrivano a volte i loro testi sotto forma di sparititi musicali…

Gli spiriti della foresta
Gli Elfi Daikinee escono raramente da Quithyran. Coloro che si avventurano fuori dalle frontiere della foresta sono perciò veterani rotti alle leggi più spietate della natura. Se hanno deciso di mostrarsi, la loro aura si noterà immediatamente poiché sotto una apparenza talvolta fragile si nasconde una forza vitale che non si può ignorare. Un individuo che urta accidentalmente un Daikinee ha grandi probabilità di cadere a terra, come se avesse tentato di spostare un muro invisibile… Agli occhi degli altri popoli, i Daikinee appaiono spesso come esseri misteriosi, selvaggi, perduti a metà strada tra il mondo reale e quello dei sogni. Le loro armature insetto idi, le loro armi composite e gli effetti devastanti dei loro veleni ne fanno strani compagni e temibili avversari. Anche abbigliato per accompagnare un’ambasciata, un Daikinee conserverà sempre una parte d’istinto in fondo agli occhi.

I Daikinee intrattengono buoni rapporti commerciali con le nazioni confinanti, per mezzo del magnifico porto di Indattè. In molti aspetti, la città d’Indattè è considerata la rivale di Cadwallon, in territorio Cynwall. Le differenze tuttavia sono numerose, non fosse altro che a livello di sicurezza della mercanzia e dei passeggeri. L’onnipotenza delle forze dei Cynwall, dei leoni e dei Keltois ne fanno uno dei porti più sicuri di Arklash, malgrado l’importante traffico di sostanze stupefacenti che vi regna. Per concludere, Indattè è uno dei pochi territori Daikinee in cui la presenza di stranieri è assolutamente tollerata.
In tutti gli altri luoghi, i visitatori sono visti con la massima sfiducia. Questa si muterebbe in ostilità se una banda di avventurieri volesse esplorare la Foresta di Smeraldo senza averne autorizzazione dai suoi guardiani… Infine se, questi indesiderabili fossero equipaggiati per la guerra, sarebbero ricondotti al limite della foresta o abbandonati alle crudeli attenzioni della natura.
Al di là degli scambi commerciali, Quithayran intrattiene rapporti piuttosto distanti con gli altri popoli. Non che i Daikinee siano arroganti o feroci, ma non ne sentono né il desiderio né l’utilità. La Foresta di Smeraldo fornisce già loro tutto ciò di cui hanno bisogno in fatto di materie prime e i loro artigiani non hanno niente da invidiare a quelli delle altre nazioni. Un solo popolo sembra trovare davvero grazia ai loro occhi, i Wolfen di Diisha. Elfi spinti dalla sete di avventura, criminali condannati all’esilio o piccole bande di mercenari si recano talvolta nella foresta delle Pietre Erette e si uniscono ai Figli di Yllia per un lasso di tempo più o meno lungo. Apprendono così il linguaggio istintivo dei Wolfen e scoprono un aspetto della vita comunitaria che altrimenti non avrebbero conosciuto. Reciprocamente, qualche Wolfen ha viaggiato fino alla Foresta di Smeraldo e ha deciso di stabilire là il proprio territorio. Anche se pochi in numero, i Wolfen di Quithayran danno talvolta manforte ai Daikinee quando il loro territorio comune è minacciato dalle Streghe di Ashinan.
Questa regione di Arklash conta anch’essa un fronte su cui infuria la guerra. Ci sono Kaiber, Danakil, Fom-Nur… e Nuham. Sui flutti e le rive di questo braccio dell’Ynkaro si svolgono scaramucce senza pietà. Venuti da Loth, da Daelit e da Lithys, contingenti di Akkyshan tormentano continuamente le forze di Quithayran. I risultati sono spesso gli stessi: le Vedove colpiscono di sorpresa, catturano qualche uomo, uccidono le donne… e rapiscono i bambini.

La fine delle leggende
Il vecchio Re Mneryl contemplava il sole che tramontava all’orizzonte del suo regno di smeraldo. Entro qualche anno, la morte sarebbe venuta a prenderlo e il peso della corona di Quithayran avrebbe gravato sulla giovane fronte del suo unico figlio, Adwen. Un sospiro impercettibile sollevò il petto del vecchio sovrano degli Elfi. In un certo qual modo, questo magnifico tramonto era anche quello del suo popolo… Il suo cuore sanguinava dall’idea che suo figlio, carne della sua carne, il solo ricordo che gli restasse della sua compagna Greàhn, sarebbe stato l’ultimo re di una civiltà sul punto di spegnersi. Immaginando il crepuscolo che si impadroniva di suo figlio, Mneryl sentì le lacrime salire ancora una volta tra le ciglia dei suoi occhi stanchi.
Percepì improvvisamente una piccola mano, calda e dolce, posarsi sulla sua. Adwen non dormiva, come aveva creduto. Vedere il sorriso di suo figlio rese la pace a Mneryl.
-<<Raccontatemi la fine della storia, padre, per favore!>>
Il padre aveva raccontato la leggenda del Dio dell’Inverno a suo figlio centinaia di volte. Re Mneryl non aveva, purtroppo, molto tempo da dedicare al Principe Adwen, così quel momento privilegiato era diventato per lui una specie di rito.

Earhe è ancora troppo debole e le Fate vengono inghiottite una dopo l’altra. Solo Eakhyn potrà sconfiggere Wisshard… I coraggiosi guerrieri Elfi decidono quindi partire alla ricerca del dio dell’Alba.
Dopo mesi e mesi di ricerca, infine, gli elfi trovano Eakhyn. E un ben triste spettacolo quello che si offre loro: respingendo le legioni dell’inverno, Eakhyn ha contratto la stessa malattia di Aoh. Il dio dell’Alba è diventato a sua volta il dio dell’Inverno. Per non riportare la disgrazia a Quithayran, Eakhyn si è rifugiato sulla cima di una montagna altissima.
Ma quando gli Elfi raccontano a Eakhyn quel che è accaduto a Earhe, il suo sangue congelato riprende vita. Senza indugio, il dio dell’Alba afferra la sua lancia e va ad affrontare il pericolo che minaccia la Foresta di Smeraldo. Ahimè, Wisshard è un dio, proprio come lui, ed il combattimento è feroce…
Eakhyn sa che se riesce a battere Wisshard, la sua malattia si impadronirà di Quithayran. Se perde, la foresta sarà divorata dal Furore di Aoh. E’ a questo punto che egli concede il più bel dono che esista: si sacrifica per salvare coloro che ama e si getta nella fauci di Wisshard urlando tutto l’odio dell’Alba e dell’Inverno. Tutto sembra improvvisamente fermarsi… Wisshard vacilla. La sua fame è saziata. Siccome Wisshard era la fame personificata, non ha più motivo di esistere: il furore di Aoh si nasconde in fondo ad una caverna abissale e si addormenta. Aoh, contemplando il sacrificio dell’Alba e le lacrime del Crepuscolo, decide di fargli a sua volta un dono per ringraziarlo di averlo salvato. Ogni mattina, Eakhyn resusciterà per consolare Earhe. Ma ogni sera dovrà tornare nel ventre di Wisshard per evitare che il Furore di Aoh si svegli nuovamente.
E’ così che Quithayran, paese dell’Alba e del Crepuscolo, venne per sempre protetto dalla malattia dell’Inverno: il Tempo.

Ringraziamo Marzio per aver radunato il materiale ed averci concesso di inserirlo in ConfrontationPills!

 

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