Cadwallon Cards Army – Confrontation

By on agosto 8, 2013
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cadwallon confrontation

Confrontation: Cadwallon Army Cards

La Città Franca Di Cadwallon – Background – Cadwallon
Cadwallon è viva in più di un modo. La prima cosa che viene alla mente è questa immagine di Epinal che la presenta come la città dei Ladri, un luogo d’opulenza e d’indigenza dove tutti i popoli vivono fianco a fianco con indecente noncuranza. Ma al di là della sua atmosfera unica, Cadwallon è viva poiché continua a stagliarsi fieramente contro il cielo malgrado tutti i pericoli che la minacciano, come una rosa di diamanti e di fiele, insolente e magnifica.

Cadwallon fu un tempo uno dei simboli dell’età dell’oro dei Cynwall. Questa città situata all’imboccatura dell’Ynkaro e del Leak’Sehear era non solo una piazzaforte militare, ma anche una città mercato senza pari in questa parte del continente. Tutti i popoli di Aarklash vi si recavano – già allora – per commerciare e complottare.
Poi strani avvenimenti agitarono la vita della città. Le voci e la superstizione la svuotarono in poco tempo, perché ritenuta maledetta, abbandonando la pretenziosa Cadwallon alla giungla per decenni…

Una banda di avventurieri, tra i quali un Barhan rinnegato di nome Vanius, rientrò un giorno da Lanever dicendo di aver scoperto favolosi tesori nella città-fantasma. Nessuno tornò dalla breve corsa all’oro che ne seguì, e per un buon motivo: gli Oscuri d’Achéron bramavano anch’essi le ricchezze di Cadwallon, ed avevano inviato tre Necromanti per impadronirsene. Tra questi si trovava l’infame Sophet Drahas, ancora oggi attivo nella città. Vanius ed i suoi misero in piedi una spedizione con lo scopo di riprendere Cadwallon e promisero a chiunque li seguissero una parte dell’enorme bottino. Questa banda di mercenari provenienti dai quattro angoli di Aarklash fu chiamata Mastini della Guerra.
La versatilità dei loro talenti e le risorse impareggiabili dei Mastini della guerra batterono le forze delle Tenebre poco prima che le armate della Luce intervenissero per liberare Cadwallon. Per mezzo di abili contrattazioni, Vanius riuscì ad ottenere l’indipendenza della città che aveva conquistato. Si autonominò Duca di Cadwallon e si mise in testa di rendere alla città franca la sua gloria di un tempo.

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Nel corso degli anni, un crescente numero di mascalzoni ed anime desiderose di libertà si recarono a Cawallon per cercarvi una nuova vita o nuove fonti di guadagno. Quando le abitazioni della città non furono più abbastanza numerose da ospitare i nuovi arrivati, gli architetti costruirono un nuovo livello al di sopra delle case. Poi un altro. Ed un altro ancora… Cadwallon fu battezzata Città dei Ladri dagli ambasciatori in visita. Le leggi e le istituzioni si rinforzavano alla stessa velocità del grado di criminalità. Con il tempo, i Duchi si succedettero a ritmo sempre meno sostenuto… Quando la milizia di Cadwallon respinse da sola un assalto delle Epeire Akkyshan della città di Loth, nessuno osò più contestare la sovranità della città franca sul suo territorio. Cadwallon aveva forgiato la sua identità dalla molteplicità; la spensieratezza dei re-ladri aveva vinto la maledizione e respinto le Tenebre.

Ma numerosi segreti dormono ancora tra le mura dell’antica città degli Elfi. Si dice che i sotterranei non siano mai stati esplorati, e che là sotto l’oscurità generi la vita!

Il sogno di Vanius s’è realizzato: Cadwallon ha ritrovato la sua grandezza di un tempo, anche se sembra più ispirata dagli Abissi che dal Firmamento. La sola raccomandazione da fare ad un viaggiatore che vuol tentare la fortuna nella Città dei Ladri è di restare allerta: a Cadwallon, tutto può succedere, tutto può essere fatto, disfatto, portato alla luce e soprattutto… ucciso.

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Il Gioiello di Lanever
Cadwallon è la città in cui il Bene ed il Male si mescolano in un’infinità di gradazioni di nero e bianco nascoste sotto maschere multicolori. Le sue fondamenta sono d’origine elfica, ma l’adattamento progressivo della sua architettura ai gusti e alle necessità dei suoi abitanti fanno della Città dei Ladri un luogo unico su Aarklash. Nessuno saprebbe dire esattamente a cosa Cadwallon debba il suo soprannome di Gioiello di Lanever: alle ricchezze nascoste nei suoi sotterranei inesplorati, all’incredibile aura che emana da essa o al particolare stile di coloro che vi risiedono?

Un visitatore occasionale sarà senza dubbio abbagliato dai fasti della città franca. Qualche minuto più tardi, sarà vittima di uno dei banditi che popolano i bassifondi. Questa realtà non si trova solo nella Città Bassa, luogo del carnevale biennale ed impero della marmaglia, ma anche nelle cerimonie esuberanti dei palazzi della Città Alta. L’abito non fa il monaco, un ladro potrebbe a volte essere abbigliato di seta… In effetti, il crimine è una istituzione come le altre a Cadwallon. Si potrebbe addirittura arrivare a dire che fa parte integrante dell’economia della città, dal momento che i ladri possiedono una gilda molto ben organizzata. Quest’ultima ha persino la possibilità di dire la sua sull’applicazione delle leggi e sul trattamento dei suoi membri messi sotto chiave!
La Gilda dei Ladri non è la sola di Cadwallon. Anche numerose associazioni dei mestieri o sociali si sono unite per aumentare il loro peso nella vita della città. Con il passar del tempo, un buon numero di Gilde completamente differenti si sono anch’esse fuse per rispondere ad imperatori economici, politici oppure occulti. Altre nascondono al loro interno sette dagli scopi inconfessabili… Tra le Gilde più importanti, possiamo citare l’influente Gilda degli Orefici, la Gilda dei Cartomanti, la Gilda erudita e costruttrice degli Architetti, i mercenari della Gilda delle Lame e la Gilda segreta degli Usurai. La sinistra Gilda dei Nocchieri, invece, raduna i marittimi, gli armatori, i carovanieri e… gli assassini che sono stati esclusi dalla Gilda dei ladri o che rifiutano di versarle la Tassa sul Furto Riuscito.

Rappresentanti di tutti i popoli hanno eletto domicilio tra le mura di Cadwallon. Alcuni quartieri sono stati addirittura colonizzati da etnie particolari, come i dintorni del porto divisi tra Goblin e Keltois. Da tutte queste culture mischiate sono nati l’anima di Cadwallon e i numerosi intrighi che si intrecciano e si sciolgono ogni notte nella Città dei Ladri. Cadwallon ha addirittura il proprio linguaggio: il Cadwe, mescolanza musicale delle lingue di tutti i popoli.

Malgrado l’incredibile diversità della sua popolazione, solo quattro ambasciate sono rappresentate in Cadwallon: quelle di Alahan, d’Akkylannie, di No-Dan-Kar e di Syharhalna. C’era un tempo anche un ambasciata di Tir-Na-Bor, ma è stata smantellata in circostanze sospette. Nelle profondità della Città Bassa regna il più oscuro degli ambasciatori, colui che la Baronia Maledetta d’Achéron mandò un tempo a conquistare la città: Sophet Drahas, il Re delle Ceneri.

Tutti i viaggiatori sono benvenuti, alla sola condizione che si pieghino alle leggi in vigore nella città franca. Si potrebbe pensare che Cadwallon è proprio per questo un paradiso di tolleranza, ma non è vero: la maggior parte di queste leggi non esistono che per servire una qualsiasi assurda causa. Tra esse, possiamo trovare la tassa sul trasporto di schiavi, che però è vietato a Cadwallon, ed il divieto di portare armi nella Città Alta per gli individui la cui statura è superiore ad un metro e cinquanta! Questo editto promulgato dal Duca Koliandre di Tir-Na-Bor ha dato vita ad un costume tipicamente Cadwallonniano: per aggirare la regola, gli individui più ricchi assumono Portatori d’Armi, gente di piccola taglia, che segue il loro datore di lavoro trasportando armi a volte grosse il doppio di loro. I più modesti fanno ricorso a Goblin o ai propri figli. Alcuni Portatori d’Armi sono famosi- e anche molto richiesti – per la loro temibile abilità nel tiro… senza parlare dei servitori elementari spesso polimorfi invocati dai Maghi dei Tarocchi.

Questi stessi Cartomanti hanno respinto il ragionamento della loro casta che afferma che l’Essenza precede la Forma. Per loro, l’Essenza non è che il mistero della Magia, e la Forma la rappresentazione del potere. Il Mistero è dunque la fonte del Potere. La formidabile protezione di cui gode Cadwallon contro le Tenebre non è che una delle numerose facce di questo principio: per una ragione inspiegabile, il Principio Oscuro prova grandi difficoltà a manifestarsi nella Città dei ladri da quando Vanius e i suoi Mastini della Guerra l’hanno conquistata. Malgrado tutti i loro tentativi, mai i Necromanti – o chi per loro – hanno potuto aprire un Portale delle Tenebre tra le mura della città.
Almeno, un Portale che si conosca…

I Cartomanti attribuiscono questa relativa immunità alle Tenebre ai leggendari Tarocchi di Vanius, un mazzo di carte magico che permise un tempo ai Mastini della Guerra di liberare la città. Anche se le sue carte sono state disperse ai quattro angoli di Aarklash, i Tarocchi proteggeranno sempre il Gioiello di Lanever.

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La Città Dei Ladri
Non si può davvero parlare di Cadwallon senza esserci andati ed aver percepito quell’indefinibile sensazione che prende la gola, l’anima e il cuore. Ma non tutti hanno questa saggezza… Per molti, Cadwallon non è che un insulto verso gli dèi e la civiltà. Il Duca dovrebbe dimostrarsi più riconoscente verso gli Elfi Cynwal per la loro generosità e pazienza. Per gli altri, la Città dei Ladri non è che un luogo di predizione in cui i più abili possono ammassare un’autentica fortuna.
Ciononostante, l’oro è il meno prezioso dei doni che può offrire Cadwallon. La sua perpetua effervescenza e la promiscuità di tutti i popoli ne fanno un terreno di gioco ideale per tutte le spie, i complottatori ed i traditori di Aarklash. Vere e proprie guerre scoppiano e finiscono nei corridoi delle catacombe e dei palazzi. Molti incontri al vertice tra gli individui più influenti del continente si sono svolti a Cadwallon!

Il Gioiello di Lanever è anche un crocevia culturale e commerciale. Siccome la città segue le proprie regole e sa intelligentemente restare neutrale nella maggior parte dei conflitti, essa è spesso il teatro di scambi tanto sorprendenti quanto discreti. Il sapere, l’oro, l’amicizia, l’amore… tutto può essere scambiato tra il sudiciume dei vicoli, le pieghe degli arazzi e l’ombra dei magazzini del porto.

Un gioco di intrighi complessi e dei favori scambiati permette a Cadwallon di non avere né alleati né nemici tra le altre nazioni. Essa è a volte oggetto di scorrerie da parte degli Elfi Akkyshan di Loth o altri avversari, ma lo scopo di questi attacchi è raramente la conquista. I regnanti del continente hanno compreso che per impadronirsi del Gioiello, bisogna dimostrarsi ancor più sottili e pazienti dei Ladri che la proteggono… I Cynwall stessi non si sono mai mossi per attaccare o difendere la città franca che pure è incastonata in un punto strategico del loro territorio. Cadwallon è, forse, ancora maledetta… e sa difendersi bene da sé.

I Tarocchi Di Vanius
La storia delle origini dei Tarocchi di Vanius risale all’epoca in cui la sorte di Cadwallon era in gioco tra i Mastini della Guerra e la Baronia di Acheron.

La vanità di Sophet Drahas aveva causato la distruzione di Ercile De Vanth e di Vejovith De Sarlath, gli altri due Lich venuti ad aiutarlo a conquistare la città in rovina, quando il Re delle Ceneri si decise finalmente a chiedere aiuto a Feyd Mantis. I Mastini della Guerra erano già consolidati entro la cinta muraria della città, quando Drahas dichiarò loro una terribile guerra su due fronti: all’esterno e sotto la città. Prima o poi i Mastini sarebbero morti di fame… Ma questo non teneva conto dell’intervento del fato.
Vanius, condottiero dei Mastini della Guerra e futuro primo Duca di Cadwallon, si svegliò un mattino e trovò un magnifico mazzo di tarocchi posato sul suo cuscino. Grande fu il suo stupore vedendo che i suoi migliori guerrieri e lui stesso erano rappresentati sugli Arcani maggiori delle carte! La Forza, la Ruota della Fortuna, la Stella… e lui, il Papa. Anche Drahas, il suo avversario, era rappresentato in tutta la sua sinistra gloria: era l’Imperatore. Sentendo l’immenso potere di ciascun Arcano, si nascose la carta dell’Imperatore in tasca e distribuì le carte a coloro ai quali erano state destinate. Ognuno indovinò istintivamente qual’era l’incredibile potere della sua carta. Allora, con la forza della disperazione, i Mastini della Guerra si lanciarono in un ultimo assalto e ruppero l’assedio durante la battaglia del Muro della Terra. Le armate della Luce arrivarono poco dopo per constatare che Vanius e i suoi duecento mercenari avevano respinto la più grande orda di morti-viventi che si fosse vista dai tempi di Kaiber. Il potere degli Arcani sembrava tanto grande che i generali della Luce ci pensarono due volte prima di mandar via i guerrieri di Vanius; infine, venne trovato un accordo con gli Elfi Cynwall e la città acquistò la sua libertà.

E’ in seguito a questa cocente sconfitta che Sophet Drahas fu legato al suo trono dal suo signore, Feyd Mantis. Il Divino Barone condannò il suo servo a restare a Cadwallon finchè non l’avesse conquistata. Tale fu il prezzo del suo orgoglio.

Ma la fratellanza dei Mastini della Guerra non resistette alla vittoria. Gli Arcani dei Tarocchi di Vanius si dispersero per Aarklash insieme ai loro proprietari. Da allora, i loro poteri e la storia degli individui che rappresentano alimentano i racconti dei trovatori. Si narra che l’Arcano del Diavolo rappresentasse un tempo Aghovar, il maestro della Gilda dei ladri di Cadwallon. Dopo la sua scomparsa, il Diavolo avrebbe preso il volto del santissimo papa di Akkylannie, Innocente. Umorismo simbolico o bruciante rivelazione?

Questa versione della storia dei Tarocchi di Vanius è la più diffusa tra i Cartomanti della Città dei Ladri. E’ verosimile che la realtà sia un po’ differente, ma che importa… Il potere degli Arcani ha risvegliato ed ispirato la Magia della Cartomanzia a Cadwallon. I veri Maghi dei Tarocchi sono molto meno numerosi di quelli che dicono di esserlo e seguono tutti lo stesso principio… il Mistero è la fonte del Potere.

Ringraziamo Marzio per aver radunato il materiale ed averci concesso di inserirlo in ConfrontationPills!

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